Cristina
è la figlia illegittima dì Juan de Cruz Santiago, un nobile castigliano,
e di Amina, una cortigiana di origini berbere.
L'indesiderata gravidanza ha causato il brusco allontanamento dei due amanti
e Amina ha conservato della sua relazione solo una croce che ha custodito
gelosamente e l'ha aiutata a sopravvìvere nei mesi difficili della separazione.
Amina, infatti, è stata costretta a fuggire da Castiglia, inseguita
dai sicari che Asuncion, la legittima consorte di Juan, ha scatenato
contro di lei, timorosa che un "bastardo" possa un giorno mettere a repentaglio
l'eredità di Antonio, suo figlio. Questi, in realtà, non è figlio di
Juan ma frutto di una relazione segreta tra la perfida nobildonna e Aguirre,
un inquisitore noto in tutto il regno di Spagna per la sua ferocia.
Sono proprio gli uomini di Aguirre a dare la caccia ad Amina sino ai
Pirenei dove la donna trova rifugio presso una tribù di gitani
che adottano la piccola allorché la madre, stremata, muore dandola alla luce.
Cristina diventa così una gitana a tutti gli effetti, cresce tra lanciateri
di coltelli e fattucchiere, e viene educata alla sopravvivenza secondo le regole
di un popolo dall'animo fiero e indipendente. Per il momento i sicari di Aguirre
hanno perso le sue tracce ma si tratta solo di una tregua temporanea...
Passano gli anni e Juan si torce nel rimorso per aver scacciato l'amante
con un figlio in grembo che non vedrà mai e che, forse, potrebbe dargli l'amore
che glie è negato nella sua stessa casa. Asuncion si è rivelata infatti
una megera assetata di potere e ormai Juan ha compreso che il figlio
bellissimo e arrogante che porta il suo nome non è suo.
Di Amina ha ricevuto solo vaghe notizie, voci che parlano di una figlia
cresciuta tra i gitani, ma null'altro. Juan prende allora una decisione
estrema: si unisce alla spedizione di Cortez e parte per il nuovo mondo.
Qui unirà il suo destino a quello dei conquistadores nella disperata ricerca
di Cibola, la
In realtà Juan de Cruz Santiago e i suoi compagni troveranno realmente
la città dell'oro ma non sopravviveranno per approfittarne.
Assediati dagli indios e divorati dalla febbre si trascineranno nel deserto
sino a quando le forze li sosterranno. Di tutta la spedizione si salverà sono
don Juan che rivelerà i suoi segreti ad Angelo, un avventuriero
genovese, spadaccino e donnaiolo, soldato della pattuglia inviata alla ricerca
della spedizione scomparsa.
E proprio ad Angelo, in punto di morte Juan affida il compito
di ritrovare sua figlia della quale non conosce neppure il nome. L'unico modo
che Angelo ha di riconoscerla è una croce identica a quella che Amina
ha lasciato come unica eredità alla figlia.
Angelo deve la vita a Juan, non può tradire il giuramento: da quel
momento si metterà alla ricerca di quella bambina sconosciuta per ritrovare
con lei quel tesoro che le permetterà di svelare gli intrighi di Asuncion
e Aguirre e quindi riprendere il suo posto alla corte di Carlo V.
C'è però un'ulteriore promessa che al momento Angelo accetta a cuore
leggero ma che, in futuro, creerà non pochi problemi. Conoscendo la sua fama
di donnaiolo Juan gli fa giurare di non toccare mai sua figlia, ma di
essere per lei solo un fratello maggiore...
Nel frattempo Jasmine è cresciuta diventando una splendida zingara alla
quale il sangue blu conferisce una regale bellezza che non tarda a far breccia
nei cuori dei giovani della sua tribù, creandole, com'è prevedibile, anche numerose
avversarie. Considerato che ci troviamo tra i gitani certe questioni amorose
vengono regolate con la violenza ma, tutto sommato, per l'adolescente Jasmine
sono tempi felici, dove oltre all'abilità nel ballo la giovane apprende i segreti
arcani delle fattucchiere, l'arte di battersi con il coltello e con la frusta
e quella, non meno pericolosa, di stregare un uomo con un solo sguardo.
Si tratta però di una parentesi destinata a terminare perché l'Inquisizione
sta serrando la sua morsa ora che l'unità del cristianesimo vacilla e gravi
venti di tempesta minacciano l'Europa. La tribù di Jasmine viene massacrata.
Inseguita nuovamente dai sicari di Aguirre Jasmine finisce per
imbattersi in Angelo che la riconosce come la figlia del suo amico.
Non sarà facile convincere la giovane gitana della sua reale identità, ma alla
fine Jasmine troverà l'energia di reagire al dolore nel desiderio di
vendicare la sua vera famiglia e quella adottiva.
Comincia una serie di avventure, vendette e intrighi che porteranno, anche se mai definitivamente, Jasmine a riprendere il posto che le compete. Angelo le insegna a tirare di spada, a comportarsi come una nobildonna di rango e, naturalmente, tra i due scaturisce una passione imprevista. Angelo, però, non può venir meno alla sua promessa ne rivelarne il contenuto. Il suo rifiuto provocherà un parziale allontanamento di Jasmine che vivrà altre avventure amorose, alcune semplicemente sfortunate altre destinate a trasformarsi in odio profondo. I suoi nemici di volta in volta saranno Aguirre l'inquisitore, Antonio che pur contendendole la legittimità del titolo la brama e, la Flaca, una nemica dell'infanzia, divenuta una strega e una spia di Aguirre con la quale Jasmine incrocerà più volte le lame, anche perché sarà proprio Angelo a cadere nella rete amorosa della nemica mortale.