Strano, il destino. Nel 1935 Samuele Greco, detto Sam, è uno dei più giovani e promettenti piloti dell'aviazione italiana. Due anni dopo di quel promettente avvenire non è rimasto più nulla. Accusato dell'omicidio della fidanzata, Sam è costretto a fuggire. Coinvolto nella guerra civile spagnola, la sua vita è travolta quando conosce Amir, bella e misteriosa. Un turbine che lo porterà in Africa, sulle tracce di una città perduta, del tesoro della Regina di Saba e di una strana capsula, che contiene i segni di antiche civiltà scomparse. Pericolosi fanatici percorrono i suoi stessi sentieri. Nelle foreste dell'Etiopia, Sam riuscirà a decifrare un segreto custodito da millenni e troverà la strada per dimostrare la sua innocenza.
Di Steve Di Marino (ma un tempo si chiamava Stefano) abbiamo seguito nel tempo la carriera precoce di apprezzabile autore di spy-stories e di romanzi d'avventura: generi popolari che ha affrontato con determinazione e buon risultato. Oggi, il suo nuovo e cospicuo -anche per mole- Il cavaliere del vento ha persino qualche marcia in più, e lo colloca, assieme all'altrettanto bravo Marco Buticchi, fra gli alfieri di un filone professionale alla Wilbur Smith, che non va scambiato con la para-letteratura. Certo, letteratura d'evasione (ma non è così anche per tutta la grande letteratura?), ma pensata, lavorata e, soprattutto sentita dall'autore. Che costruisce un mondo tutto suo a specchio del mondo, e che liberamente lo percorre, dando corso alla fantasia. Come sono fantastici ma insieme incisivamente reali, in Il cavaliere del vento, gli scenari della guerra civile spagnola, dove un eroe coraggioso come il giovane ligure Samuele Greco, una delle promesse dell'aviazione italiana, si trova a combattere contro i franchisti. Lui, fuggito dall'Italia perché ingiustamente accusato di avere ucciso per gelosia la bella fidanzata Laura, figlia di un pezzo grosso fascista. Laura, che un amico rivale di Sam, Marco, strenuamente gli contendeva. Ma il destino di Sam cambia d'improvviso con l'incontro, a Barcellona, con la splendida Amir. Sarà la ragazza, figlia di un insigne studioso di antiche civiltà, tragicamente perito dopo uno scontro con i franchisti, raccolto il segreto del padre, a condurre Sam in Africa, sulle tracce del tesoro della regina di Saba e di un terribile mistero. Verso una città perduta, sepolta nel cuore della foresta etiopica. Un percorso insidiato da due gruppi -tra loro nemici- di potentissimi avversari disposti a tutto. Tra cui, guarda caso, anche Marco…Il segreto di Di Marino: saper coniugare con equilibrio avventura ed esotismo, due molle che hanno sempre agito sul cuore di che legge. Non senza uno spirito libertario ed anarchico che ci conforta. Così come è pregio non da poco la naturalezza della sua scrittura (e dei dialoghi): bene non da tutti e prezioso, che si acquisisce con la pazienza e la fatica. La fatica di scrivere. [Corriere della Sera]