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INTRIGO A SUDEST
Ombre e complotti sull'eroina numero 4

Si parte con un proverbio dei samurai "Lo spirito è come una spada, a lasciarlo troppo nel fodero arrugginisce".
Dopo 30 pagine, si chiarisce il mistero del titolo: Lacrime di drago è il nome d'uso per "l'eroina numero 4", la più pura e pregiata, ricavata dai campi di papavero dello Shan, tra Thailandia, Birmania e Laos. A pagina 100, i morti sono già una quarantina e la copertina ha gettato la sua maschera thailandese. Siamo in mezzo a un groviglio orientale di mafie internazionali, arti marziali, armi sofisticate, saperi lontani e cose mai viste.

Un arsenale da best-seller d'importazione allestito a sorpresa da un autore italiano, Stefano Di Marino. Chi frequenta il genere lo conosce per un dizionario di eroi, mostri e criminali tra narrativa, cinema e fumetto (II Buono, il Brutto e il Cattivo, Mondadori), più alcuni noir di taglio minore e avventure per ragazzi. Prove tecniche prima di passare a qualcosa di più ambizioso, con tutte le carte per esserlo: a cominciare da quella geografica del Sudest asiatico in controcopertina. Al centro c'è il triangolo d'oro dello Shan, regno dell'ormai leggendario generale Khun Sha. Da quel cuore come tante vene, le rotte terrestri, aeree è marittime di oppio grezzo, morfina base, eroina: Saigon, Bangkok, Singapore, Hong Kong, Marsiglia, Europa, Usa. Città e connection criminali che intrecciano nello stesso carico cose di Cosa Nostra, antiche ramificazioni delle Triadi, collusioni della Cia, corruzioni di polizie locali e speciali. Ma soprattutto il mezzo secolo di carriera mafiosa che ha consentito a Santo Castiglione di farsi una "famiglia", passando attraverso gli anni di Lucky Luciano, il Milieu de la Canebièreé di Marsiglia e le repressioni dei moti sindacali del dopoguerra gollista, il Vietnam e gli sporchi traffici della Air America nel Laos. Un lungo viaggio con destinazione Bangkok, ultimo crocevia degli scambi tra Shan e mafie. La forza di un destino ineluttabile per sé e i suoi, la consuetudine con uno dei beni più mortali del mondo, e ora un dossier segretissimo che può consentire alla famiglia di non piangere più quelle lacrime lontana dal loro giro. E si ritorna a Bangkok. Un'Ombra scivola in una villa come un refolo: deve uccidere il vecchio boss, il kaitong, e lo ucciderà. La pista è aperta, la saga in attesa degna di altri padrini.

ALESSANDRO SPINACI su LA TALPA LIBRI- IL MANIFESTO, 23.2.1995