LA GRANDE PIANURA

Cominciando da nord incontriamo subito le Montagne del Drago, una lunga catena di montagne che possono arrivare sino ai quattromila leh ( che corrispondono grossomodo ai metri), coperti di foreste e nevai. Qui vivono i Varengh, dei quali abbiamo già accennato alle origini sovrumane. Attualmente si tratta di un popolo dei boschi, diviso per clan che vivono di guerra, di caccia, di commercio con i popoli della Pianura con i qual scambiano pelli e armi di metallo. Ogni clan ha il suo Rus, o capo, che svolge una funzione politica, militare e magica nell'iniziazione dei Prescelti alla scoperta della loro natura di Cangianti. Amra, uno dei protagonisti della nostra storia, è un prescelto, ma, come tutti i giovani al di sotto dei quattordici anni, ancora non lo sa . I ragazzi varengh sono allevati al contatto con la natura, ma prima dei riti dell'iniziazione hanno solo una vaga nozione dei Misteri dei Cangianti. Gli stessi Prescelti vengono addestrati a controllare i loro poteri solo dopo la cerimonia dei quindici anni. I Varengh possiedono una vasta mitologia sulle loro origini, venerano Aesgard, un reame mitico che non è di questa terra - in realtà si riferisce a un'Era precedente - dove, dopo la morte i guerrieri valorosi potranno incontrare i loro antenati e vivere in completa armonia con la natura. Scendendo più a sud incontriamo i popoli della Grande Pianura che, pur essendo tutti nomadi e guerrieri sono divisi da faide e guerre. Tutti, indistintamente odiano i Varengh con i quali a volte commerciano, ma che sentono profondamente differenti da loro. Per primi troviamo gli Jurchen, un popolo primitivo, di cavalieri e cacciatori che combattono coprendosi di pelli di bufalo con copricapi di penne e corna. Sono clan disorganizzati e nomadi, privi di un legame comune. Combattono con lance, frecce e mazze da guerra. Solo pochi di loro usano la spada ma lo fanno in maniera del tutto istintiva. Si servono di rozzi archi lunghi con i quali, tuttavia riescono a essere abbastanza precisi. Le loro orde abitualmente combattono con i cani, una razza speciale di semi-lupi addestrati alla lotta. E' un popolo rozzo e violento con leggi semplici e draconiane stabilite dagli sciamani - di solito degli Occhi Rossi - e applicate dai Nantan, i capiguerra. Loro feroci avversari sono i Tungut, un altro popolo nomade che proviene dal deserto che separa a sud ovest la Grande Pianura dalle propaggini dell'Impero dei Due Fiumi. Il Deserto di Fuoco è un'estensione vastissima e inospitale dove chi sopravvive è più simile a un animale che a un uomo. I Tungut, o Popolo dei Mantelli, risponde perfettamente a questa regola. Vivono di razzie, cavalcano tozzi cammelli capaci di percorrere desolazioni dove nessun altro animale sopravviverebbe. I Tungut, malgrado tutto, possiedono una cultura leggermente superiore a quella degli Jurchen a causa dei contatti con l'Impero dei Due Fiumi e con il vicino impero dei Qin. Hai nostri occhi appaiono con caratteristiche simili a quelle delle popolazioni islamiche. Pur essendo di ceppo mongolico hanno la pelle più chiara, vestono mantelli di stoffa blu, si tatuano il volto o se lo ricoprono di polvere bianca. Le loro donne sono abili tessitrici di tappeti e forgiatrici di gioielli in oro, argento e turchese. Come guerrieri sono abili cavalieri, usano archi più piccoli e precisi e soprattutto sciabole ricurve e pugnali nell'uso dei quali sono maestri. Anche i Tungut sono organizzati in bande di non più di cento, centocinquanta guerrieri, comprese le donne che combattono a fianco dei loro uomini quando è necessario. I loro capi sono conosciuti come Shek e godono di un potere assoluto su tutta la tribù. La magia non è molto diffusa benché i Tungut siano un popolo dominato dalla superstizione, estremamente timoroso soprattutto dei Jinn, spiriti del deserto che vengono esorcizzati dalle sciamane della tribù. I Tungut orientali sono anche pastori e commercianti e spesso si spingono nella Grande Pianura per i Powow, le grandi fiere dove i nomadi barattano i loro averi, stringono alleanze e partecipano ai combattimenti gladiatori che si tengono in arene di terra e calce e delle quali parleremo in seguito. Il terzo popolo della Grande Pianura è quello degli Hung-nu. Questi costituiscono la maggioranza dei nomadi e possono vantare una cultura in qualche modo più elaborata grazie ai più stretti contatti con l'Impero del Regno di Mezzo e con Chipangakan; anzi le leggende vogliono che la stirpe dei Qin e gli abitanti dell'arcipelago siano discendenti degli Hung-nu che, a ondate successive, si sono spostati verso sud e verso est. Gli Hung-nu sono divisi in orde a capo di ciascuna delle quali c'è un Kai, ma tutti i Kai sono fedeli al Kaikan, capo supremo del popolo che risiede nella capitale Kun-lun, una roccaforte tra le inaccessibili montagne di Batorul al limite orientale della Grande Pianura. Da qui gli Hung-nu lanciano periodiche invasioni verso ovest e sud, per difendersi dalle quali il Regno di Mezzo ha eretto una grande muraglia che protegge le lande di confine dell'impero. La civiltà degli Hung-nu, benché nomade e decisamente barbara, mostra livelli di sviluppo e organizzazione, ignoti agli altri popoli della Grande Pianura. In particolare l'esercito, formato dalle varie orde, possiede un inquadramento che lo rende un avversario temibile anche per gli eserciti imperiali. L'armata del Kaikan è formata essenzialmente da guerrieri tra di sedici e in cinquant'anni, divisi in cavalleria pesante e leggera. La prima indossa armature in metallo, cuoio e legno bollito ed è armata di pesanti scudi e lance per il combattimento a distanza e asce e scimitarre per quello ravvicinato. Si tratta di una forza d'urto che nessun esercito dell'epoca può permettersi di sottovalutare. La cavalleria leggera, più numerosa e agile sul campo di battaglia, invece, è costituita da guerrieri protetti solo da armature di cuoio bollito e cotte di maglia di ferro. Gli arcieri ne rappresentano la forza di penetrazione a distanza. Sono armati di piccoli archi compositi decisamente più potenti e precisi di quelli di tutte le altre popolazioni. Un arciere hung-nu è in grado di scaricare una pioggia di frecce sul nemico a una cadenza che nessun altro è in grado di realizzare. Nelle cariche, che si svolgono a ondate, gli Hung-nu della cavalleria leggera passano rapidamente dalle frecce all'uso di fruste e corte sciabole ricurve. I falconi, di solito usati per la caccia, trovano uso anche sul campo di battaglia per creare scompiglio tra le file nemiche. Benché a volte si servano di frecce incendiarie, gli Hung-nu non conoscono l'uso del carro da guerra, né di altre macchine belliche. In compenso sono dotati di un sistema di comunicazione in battaglia efficientissimo basato sull'uso delle bandiere, dei tamburi e su un rapido scambio di messaggeri, a volte cavalieri - le ragazze sui loro velocissimi ponies - a volte uccelli. In campo aperto sono quasi imbattibili, ma il loro punto debole è negli assedi e nei combattimenti sul terreno accidentato. Malgrado tutto gli Hung-nu non sono solo guerrieri, la loro civiltà ha saputo generare poeti e, unica tra tutte quelle della Grande Pianura, ha sviluppato un sistema di scrittura e di conteggio (oltre che un'unità di misura in denaro, lo scudo) che li avvantaggia sia durante le campagne belliche che negli scambi commerciali. Loro è l'uso dei Powow che si svolgono nella pianura e sono occasione di scambi e trattati anche con le altre tribù nomadi. Bestiame, tappeti, gioielli e tswin, un forte vino di riso fermentato vengono barattati con carne secca, grano e riso. Le donne, abitualmente molto caste, in queste occasioni sfoderano tutto il loro fascino e la loro bellezza concedendosi con una disinvoltura che in altre occasioni risulterebbe sconveniente. In questo contesto anche l'adulterio, abitualmente punito con la lapidazione, viene ammesso e, anzi, sono molti i matrimoni celebrati e sciolti nel corso del Powow. Le ragazze che, durante queste feste rimangono incinte, si tengono i figli che vanno ad aumentare i ranghi dei guerrieri della tribù di adozione. Se la donna è sposata e il marito legittimo non vuole accogliere il figlio questi viene adottato da una speciale associazione d'armi che si prenderà cura di lui, trasformandolo in un guerriero dell'orda. I tornei di gladiatori sono l'anima, insieme al ballo, di tutti i Powow. Quasi tutti i guerrieri partecipano agli incontri di lotta dove non sono ammessi colpi ed è possibile "schienare" l'avversario, ma non provocargli danni seri o irreparabili. Ci sono poi i duelli senz'armi dov'è consentito colpire con tutte le parti del corpo e che possono anche terminare con la morte di un contendente e vari tipi di scontri armati dei quali la fine cruenta è inevitabile. Infine vi sono gli scontri tra uomini e animali, tra i più apprezzati dagli Hung-nu. A tutte queste categorie di incontri può partecipare qualsiasi guerriero voglia assicurarsi la posta ( di solito cavalli o una donna rapita durante qualche razzia al sud o a ovest), ma di solito ci sono vere e proprie scuderie di gladiatori, abitualmente schiavi, che ingaggiano queste tenzoni per il divertimento del pubblico. Un guerriero di particolare valore, se notato da un Kai o dal Kaikan in persona, può venire affrancato ed entrare nell'orda grazie alle sue virtù marziali.

Continua...

 

L'Ultima Imperatrice

Premessa
Il Mondo
Le Razze
Popoli e Regni
La Grande Pianura
Il Regno di Mezzo
Chipangakan
I Sette Regni
Arti, Magie e Tecnologie
Per Concludere...

La Critica

Jordan Wong Lee

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